Hai mai letto gli ingredienti presenti nell’etichetta della passata di pomodoro?

Molte persone sicuramente no. È un’abitudine che dovremmo prendere, nel leggere gli ingredienti di tutti i prodotti che mangiamo.

Ecco alcuni esempi:

  • etichetta n. 1: pomodori pelati, succo di pomodoro, sale, correttore di acidità (acido citrico E330)
  • etichetta n. 2: pomodori pelati, concentrato di pomodoro, correttore di acidità (acido citrico E330)
  • etichetta n. 3: pomodori pelati, sale, correttore di acidità (acido citrico E330)
  • etichetta n. 4: pomodori pelati, zucchero, correttore di acidità (acido citrico E330)
  • etichetta n. 5: pomodori pelati, succo di pomodoro, zucchero, correttore di acidità (acido citrico E330)
  • etichetta n. 6: pomodori pelati, correttore di acidità (acido citrico E330)
  • etichetta n. 7: pomodori pelati

La domanda nasce spontanea, a cosa servono tutti gli altri ingredienti, escludendo il pomodoro pelato, all’interno della nostra passata?

Servono a correggere le scarse qualità del pomodoro pelato che viene utilizzato.

Qualcuno potrebbe anche comunicare invece, che questi altri ingredienti servono a:

  • stabilizzare la passata
  • renderla pronta all’uso
  • mantenerla nel tempo

Purtroppo non è proprio così, la natura è perfetta e quindi non necessita di correzioni.

Per ottenere un’ottima passata di pomodoro bisogna seguire la seguente regola:

utilizzare pomodori che più si addicono ad ottenere tale risultato, il più conosciuto è sicuramente il SanMarzano, ma potremmo ottenere buoni risultati anche con il piennolo del vesuvio, il pachino, il datterino o il ciliegino (e mi scuso se mi sono dimenticato di altre varietà).

Si possono raggiungere dei risultati ricercati mixando alcuni pomodori. Personalmente, per ottenere un’ottima passata di pomodoro, utilizzo il SanMarzano, le cui caratteristiche sono le più adatte di molti altri suoi cugini.

Analizzando il pomodoro per l’impiego che a noi occorre bisogna conoscerlo ed identificare la corretta varietà.

Basti pensare che oggi ci sono oltre 75.000 varietà di pomodori che provengono da tutte le parti del mondo ed in più l’uomo è stato capace di creare altre varietà tramite innesti specifici per fronteggiare problemi territoriali e climatici.

Questo per poter coltivare una determinata varietà in luogo dove non sono nati migliaia di anni fa, oltre che ad intensificare le coltivazioni per andare dietro ad una produzione contro natura, cioè rendere le piante più produttive di quello che già sono.

Per ottenere un’ottima passata di pomodoro basterebbe:

  • utilizzare varietà specifiche (ad esempio il SanMarzano ha un’ottima polpa e la presenza acquosa all’interno è decisamente ridotta rispetto ad altre varietà)
  • produrre nel periodo stagionale indicato, con coltivazione a cielo aperto (la perfezione della natura, il mix corretto di sole, acqua, terra e temperatura)
  • raccogliere il prodotto nel momento giusto della maturazione (in questo modo si ottiene un ottimo equilibrio del ph)
  • trasformare il pomodoro in passata utilizzando laboratori territoriali (raccogliere e trasformare nello stesso giorno o al massimo entro le 24 ore dalla raccolta)

In questo modo si ottiene prodotto perfetto e non occorrono ingredienti estranei, quindi la corretta ricetta che si avrebbe è l’etichetta n. 7: pomodori pelati.

Farsi i pomodori pelati dentro casa è una delle esperienze più belle che una persona e un bambino potrebbero avere, lo sporco è assicurato ma la crescita personale ripagherà il tutto.

Il mio consiglio prima di acquistare un prodotto alimentare è di ragionare su queste semplici regole:

  • leggere sempre l’etichetta e identificare se ci sono solo ingredienti naturali all’interno
  • se le indicazioni sono chiare ad esempio: pomodoro pelato varietà San Marzano e non la generica provenienza del prodotto
  • incidenza qualità/prezzo ad esempio: se al banco fresco trovo il pomodoro stagionale a € 1,99 al kg, come posso pagare 300gr di passata € 0,39?

Dobbiamo avere la consapevolezza che quello che mettiamo all’interno del nostro corpo lo influenza nel bene e nel male.


Have you ever read the ingredients on the tomato purée label?

Many people surely don’t. It is a habit we should take in reading the ingredients of all the products we eat.

Here are some examples:

  • label n. 1: peeled tomatoes, tomato juice, salt, acidity regulator (citric acid E330)
  • label n. 2: peeled tomatoes, tomato concentrate, acidity regulator (citric acid E330)
  • label n. 3: peeled tomatoes, salt, acidity regulator (citric acid E330)
  • label n. 4: peeled tomatoes, sugar, acidity regulator (citric acid E330)
  • label n. 5: peeled tomatoes, tomato juice, sugar, acidity regulator (citric acid E330)
  • label n. 6: peeled tomatoes, acidity corrector (citric acid E330)
  • label n. 7: peeled tomatoes

The question arises, what is the use of all the other ingredients, excluding the peeled tomato, in our past?

They serve to correct the poor quality of the peeled tomato that is used.
Someone could also communicate instead, that these other ingredients serve to:

  • stabilize the pass
  • make it ready for use
  • maintain it over time

Unfortunately it is not really so, nature is perfect and therefore does not need corrections.
To obtain an excellent tomato sauce, the following rule must be followed:
use tomatoes that are more suited to obtaining this result, the best known is certainly the San Marzano, but we could also obtain good results with the piennolo del vesuvio, the pachino, the datterino or the cherry (and I apologize if I have forgotten other varieties )

You can achieve the desired results by mixing some tomatoes. Personally, to obtain an excellent tomato sauce, I use SanMarzano, whose characteristics are the most suitable of many of its other cousins.


Analyzing the tomato for the use that we need, we need to know it and identify the correct variety.
Suffice it to say that today there are over 75,000 varieties of tomatoes that come from all parts of the world and in addition humans have been able to create other varieties through specific grafts to face territorial and climatic problems.
This is to be able to cultivate a certain variety in a place where they were not born thousands of years ago, as well as to intensify the crops to go behind a production against nature, that is to make the plants more productive than they already are.

To obtain an excellent tomato sauce, it would be enough:

  • use specific varieties (for example SanMarzano has an excellent pulp and the watery presence inside is decidedly reduced compared to other varieties)
  • produce in the indicated seasonal period, with open-air cultivation (the perfection of nature, the correct mix of sun, water, earth and temperature)
  • collect the product at the right time of ripening (in this way you get an excellent ph balance)
  • transform the tomato in the past using territorial laboratories (collect and transform on the same day or at the latest within 24 hours of collection)

This way you get the perfect product and you don’t need any foreign ingredients, so the correct recipe you would have is the n. 7: peeled tomatoes.
Making peeled tomatoes in the house is one of the most beautiful experiences that a person and a child could have, dirt is assured but personal growth will pay off.

My advice before buying a food product is to think about these simple rules:

  • always read the label and identify if there are only natural ingredients inside
  • if the indications are clear, for example: peeled tomato San Marzano variety and not the generic origin of the product
  • incidence quality / price for example: if I find the seasonal tomato at € 1.99 per kg when I have a fresh counter, how can I pay 300gr of € 0.39 pass?

We need to be aware that what we put into our bodies affects it for better or for worse.

Aggiornato il 07/10/19

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